Visualizzazione post con etichetta lavorare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavorare. Mostra tutti i post

giovedì 26 marzo 2009

Aaahh (sospiro di rilassatezza)

C'è quel miracolo. Che se uno è così stanco in testa, da non riuscire più a pensare come vorrebbe o come si crede capace, allora gli conviene smettere di pensare. E faticare. Farsi abbattere di fatica, schiantarsi di fatica fisica. Perché con tutto quel lavorio del corpo, con l'eccessivo agitarsi degli arti, con l'ansare dei polmoni e il dolore alla milza, il sangue scorrerà per tutto il corpo, su fino al cervello, e così risciacquerà via ogni intoppo, ogni otturazione, ogni ostruzione. è un miracolo. Il sangue sciacquerà via tutto. Certo, poi si tornerà a lavorare stanchi, fisicamente, ma lavorare già stanca di per sè, no? E a vivere con la mente un po' sgombra d'intoppi uno ci guadagna sempre, no?

domenica 15 febbraio 2009

domenica, o della bellezza della banalità

ci sono cose che rendono bella una domenica. cose per niente eccezionali, magari banali. 
è ironico: se si cercano cose eccezionali poi ci si accorge che basta poco, se è il momento ad essere giusto. 
cose che rendono bella una domenica, dunque.

uscire e passare metà della giornata a giocare, fuori di casa, con la propria CompagnaScimmia (e con parenti Scimmioni coi quali, più che in passato, si trova confidenza). lasciarsi appassionare dal gioco.

sentire il profumo del sole sulla pelle, o che odore prende la pelle al sole. 

tornare al proprio ramo di casa e dopo una doccia appisolarsi. come una domenica d'altri tempi. un sonno di pranzi a casa di vecchi parenti, dove si era piccoli (io ho sempre dormito poco, anche allora, ma la sensazione la ricordo). 

non vedere telegiornali o refreshiare ossessivamente le pagine dei quotidiani on-line per farsi tormentare dalle breaking news. a volte servono giorni in cui l'unico mondo che importa è il nostro, il nostro piccolo mondo.

cena assieme, e una crostata deliziosa fatta dalla nostra ScimmiaPasticciera, e una bella storia da vedere in tivù in compagnia e poi a letto. a pensare che ricomincia la settimana. e lavorare stanca. ma come gli alti e bassi, se così non fosse, poi non avremmo domeniche belle. 

lo dicevo all'inizio, che non c'era niente di eccezionale. ma che ogni tanto le cose banali sono belle.

giovedì 12 febbraio 2009

Nottata

Dal De Mauro, dizionario della lingua italiana: "not|tà|ta: (s.f.) L’arco di tempo di una notte, specificatamente con riferimento alle condizioni del tempo o al modo di trascorrerlo: passare una n. in viaggio | perdere la n., fare n., fare n. bianca, trascorrere la notte senza dormire, spec. per assistere un infermo o per lavorare." Quello che tocca fare a me. Però la notte alta è bella. Mi è sempre piaciuta. fin da piccolo. Non c'è manco un rumore. E dopo che Milano, solo qualche ora prima, ha tirato fuori il peggio di te, in macchina, nel traffico, godersi la notte è proprio qualcosa di magico. Malgrado (o grazie) alla nottata che tocca farsi per portare a casa la pagnotta. E poi non è soltanto il silenzio (e nel silenzio mangiarsi un dolcetto). è proprio girare il giorno all'incontrario.
Però tra un poco vado a letto a riscaldarmi...

Ché di notte, diceva il poeta (il nome lo trovate nei tag), "un ateo finisce quasi per credere in Dio" Chissà poi perché...